Peter Mettler: Reminescenze d’oriente + Fred Frith

 

Peter Mettler: Reminescenze d’oriente + Fred Frith 

 

peter mettler fronte

 

peter mettler retro

FOTOGRAFO:
Peter Mettler: Reminiscenze d’Oriente
LUOGO:
Galleria Sala 1
00185 Roma,  Piazza di Porta San Giovanni, 10
INAUGURAZIONE:
27 maggio ore 18,30
A CURA DI:
Piero Pala
PERIODO MOSTRA:
27 maggio – 20 giugno 2005
ORGANIZZAZIONE:
Sala 1, tel/fax 067008691 – salauno@salauno.com
CONTRIBUTO:
CCS- Pro-Helvetia, Ambasciata del Canada e patrocinata dall’Ambasciata di Svizzera
In occasione della mostra fotografica il 23 maggio alle ore 22.00 ci sarà una performance multimediale di Peter Mettler e Fred Frith presso Rai Radio 3 Suite, Via Asiago, 10, Roma.
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(diretta nazionale sulle frequenze di Radio Rai 3, FM 93,70) (ingresso solo ad inviti)
www.radio.rai.it/radio3/progra/frequenze.cfm

 

 

In anteprima italiana dal 27 maggio al 20 giugno 2005 presso la Galleria Sala 1 sarà allestita la prima mostra del cineasta e fotografo svizzero Peter Mettler a cura di Piero Pala e Mary Angela Scroth.
La mostra, inserita nell’edizione 2005 di  FotoGrafia Festival internazionale di Roma, èrealizzata con il contributo del Centro Culturale Svizzero – Pro-Helvetia e dell’Ambasciata del Canada e patrocinata dall’Ambasciata di Svizzera.

J’ai voulu que les tons, la grace,
Tout ce que refléte une glace
L’ivresse d’un bal d’opera,
Les soirs de rubis, l’ombre verte
Se fixent sur la plaque inerte.
Je l’ai voulu, cela sera. (Inscription di Charles Cros)
Anche se questa conclusione imperativa mal si adatta all’indole quieta, meditativa e sobria del percorso artistico di Peter Mettler, cineasta-fotografo Svizzero-Canadese perennemente operativo nell’ambito delle arti multimediali, i suddetti versi poetici del marginale ed innovatore Charles Cros (a lui si devono anche importanti ricerche e studi sulla tricomia) costituiscono l’assonanza mettleriana nella composizione di gemme fotografiche riccamente sovrimpressionate, colme di interessi da fermare e da restituire apportando il frenetico passaggio, l’evolversi continuo della vita, e la caducità delle cose, la loro precaria e temporanea partecipazione a questo mistero della vita, che fece sospirare a Buddha sul letto di morte “Il deperimento è connaturato in tutte le cose composte. Esercitati con assiduità.”(Digha Nikaya, XVI,14 – edizione italiana: Discorsi lunghi, trad. di E. Frola, Laterza, Bari 1960).

Figlio di padre svizzero Peter Mettler è nato nel 1958 a Toronto. Cineasta dallo stile evocativo che non ha paura di esplorare il cinema come un processo di scoperta, ha esordito a 17 anni con Reverie girato in Super/8.
La musica in tutti i suoi film è,affidata ad illustri sperimentatori che si adoperano in un territorio di confine qual è la musica di ricerca e la sperimentazione rock. Questi film si concentrano sulle categorie del reale e del sogno, del cosciente e del subcosciente, e sono intrisi di riferimenti filosofici e poetici che convivono con immagini di indimenticabile pregnanza estetica. La bellezza di queste immagini è frutto di un’attenta ricerca fotografica che predispone Mettler ad una visione spirituale senza pregiudizi dottrinali, l’obiettivo della camera è perennemente tra il suo occhio e il reale e il diaframma fotografico segue il ritmo dei suoi pensieri. La mostra consisterà di 35 fotografie e verrà presentato per la prima volta in Italia un esclusivo corpus fotografico dell’immenso archivio di Mettler che annota, come in una diario, i suoi viaggi nei luoghi più incontaminati o caotici dell’Oriente.