Immagini e Suoni:

Immagini e Suoni: 

studi sensoriali e disamine sociali

GIOVEDI’ SPERIMENTALE

a cura di Piero Pala

 Giovedì 16 Maggio 2013 h. 20:30

Immagini e Suoni:

studi sensoriali e disamine sociali

 70 min.

Cinema Filmstudio

Via degli Orti d’Alibert 1/c – Roma (Trastevere)

Ingresso €. 5,00

INFOS:

 www.complusevents.com

info@complusevents.com

Tel. 333 735 8983

www.filmstudioroma.com/

info@filmstudioroma.com

Tel. 334 178 0632

  

Continua giovedì 18 aprile 2013 al Filmstudio la programmazione di film sperimentali e d’artista che vertono su programmi tematici. Immagini e Suoni: studi sensoriali e disamine sociali” investiga il fondamentale rapporto tra le due componenti primarie del cinema dove l’autonomia dei due “linguaggi” è al servizio di una composizione audiovisiva priva di intenti persuasivi. Sette singolari film (di Manon De Boer, Pierre Hébert, Fernand Léger, Dudley Murphy, Karl Lemieux, Bruno Munari e Marcello Piccardo, Bernhard Schreiner, Georges Schwizgebel) da poter apprezzare coerentemente all’interno di una sala cinematografica.

Si ringraziano:

Manon De Boer, FineArtsUnterhemen Zurigo, Pierre Hébert, Karl Lemieux, Andrea Piccardo, Bernhard Schreiner, Georges Schwizgebel.

 

Immagini e Suoni: studi sensoriali e disamine sociali (70 min.)

  Fernand Léger, Dudley Murphy, Ballet mécanique

Fernand Léger, Dudley Murphy, Ballet mécanique

FRA, 1924, 35mm, b/n e colore, 16’

Sceneggiatura: Fernand Léger

Fotografia: Fernand Léger, Dudley Murphy, Man Ray

Musica: Georges Antheil

L’importanza storica di questo film è tanto più grande in quanto contiene in germe sia le estetiche che accorderanno un ruolo centrale per l’oggetto (Pop Art, Nouveau Réalisme…) che quelle che concentrano l’attenzione sulla struttura (Minimal Art, Cinema Sturtturale…). (Prosper de Hillairet)

In Ballet mécanique la musica scritta da Georges Antheil doveva essere eseguita da 16 pianisti con un’orchestra di percussioni e vari effetti sonori: ma nel 1924 non esisteva una tecnologia capace di sincronizzare i pianisti al proiettore, cosicché il film fu mostrato senza il corrispettivo sonoro. Antheil riscrisse la partitura modificandone l’organico strumentale, e la eseguì in più occasioni, a Parigi e a New York. Solo nel 1999 all’Università del Massachusetts, Lowell, fu possibile ascoltarla nella sua originale strumentazione.  

Munari Piccardocolori

Bruno Munari e Marcello Piccardo

I colori della luce, 1963, 16mm su DVD, musica di Luciano Berio, 5’

Film di ricerca sui colori puri che si ottengono dalla luce scomponendola mediante il prisma e i filtri polaroid. Il film è tutto ripreso con luce polarizzata, e tutti gli effetti, sia di colore che di moviemento, sono ottenuti con la rotazione di filtri polarizzanti fra i quali si trovano frammenti di materie incolori variamente disposti. (Marcello Piccardo)

fugue

Georges Schwizgebel, Fugue, 1998, 35mm, colour, sound, 7’4’’

Musica: Michèle Bokanowski – Composizione, Gerard Frémy – Piano, Olivier Bokanowski – Piano, Virginie Simonean – Arpa

Concepito nello stesso modo come un musicista compone una fuga, ma utilizzando immagini visive, con la vaga idea che un personaggio era scappato ed era in procinto di scrivere una cartolina.

pierre hebert tec

Pierre Hébert, The Technology of Tears, 2005, 35mm, b/n, 14′

Musica: Fred Frith, Tenko e John Zorn

“Fu il musicista Fred Frith che alla fine del 1985 mi mise in contatto con la coreografa Rosalind Newman. Ella era alla ricerca di un filmmaker da integrare nella sua nuova piece. Collaborammo noi tre per oltre un anno creando una relazione di completa reciprocità tra danza, musica e cinema, ma solo nel 2005, venti anni dopo, sono riuscito a completare il progetto.” (P.H.)

dissection

Bernhard Schreiner, Dissection, 2005, Dvd, b/n, sonoro, 5’50’’

Dissection è realizzato con il found footage che mostra il pubblico durante un concerto dei Beatles. La base sonora è una traduzione in codice Morse della canzone dei Beatles Glass Onion e di alcune registrazioni di ripetitivi codici numerici delle cosiddette numbers-station. Presumibilmente nascosta in una foresta vicino all’aeroporto di Francoforte e gestita dagli Stati Uniti, essa stava (o ancora sta) inviando una voce femminile che dice numeri su una radiofrequenza ad onda corta…

Dissection è legato ai loop ed al sincronismo: visivamente si ottengono diversi loop che formano una specie di grande struttura, a sua volta ripetuta. Sul versante sonoro si sta ascoltando un codice Morse che può esser percepito come una variazione costantemente ripetuta di due segnali in loop ed una voce che conta, ripetendosi continuamente. Il suono e l’immagine non sono sincronizzati in modo intenzionale, ma dal materiale stesso attraverso dei ritmi differenti di loop che si incontrano inevitabilmente…

1)Glass Onion è la canzone tratta da The White Album dei Beatles. La canzone inizialmente scritta da John Lennon fornisce una dissezione di diverse famose canzoni dei Beatles. È una risposta a quelle persone che cercano dei significati nascosti nelle canzoni dei Beatles. In particolare il verso “The Walrus was Paul” (un riferimento celato per “I Am the Walrus”) è forviato: the Walrus was John. Altre canzone dei Beatles menzionate in Glass Onion sono: Strawberry Fields Forever, There’s a Place, Within You Without You, I’m Looking Through You, Lady Madonna, The Fool on the Hill e Fixing a Hole.

2)Le Numbers stations sono stazioni radio ad onda corta di origine incerta. Generalmente diffondono letture pubbliche, stringhe di numeri, parole o lettere (a volte utilizzando un alfabeto fonetico). L’evidenza supporta le congetture popolari che le radiotrasmissioni siano canali di comunicazione utilizzati per trasmettere dei messaggi alle spie. Nessun governo ha pubblicamente ammesso che può far funzionare una numbers station.

Karl lemieux western

Karl Lemieux, Western Sunburn, 2006, b/n e colore

musica di Radwan Moumneh, 10’

Western Sunburn è il video di una performance durante la quale Lemieux dipinge, graffia, e brucia la pellicola di un vecchio western 16 mm.

De Boer Attica

Manon De Boer, Attica, BEL, 2008, 16mm, b/n, sonoro,  9’55’’

Musica “Coming Together” (fragment) & “Attica” (1972) di F. Rzewski

Musicisti: Laurent Blondiau (tromba), George van Dam (violino)

Emmanuel Louis (chitarra elettrica), Jan Rzewski (voce, sassofono soprano)

Il film di Manon de Boer Attica è basato sulla composizione dell’omonimo titolo del musicista americano Frederic Rzewski, così come su Coming together, con cui inizia il film. Il film si propone di dare un eco visivo e uditivo al soggetto politico della composizione del Rzweski. Su queste opere Rzweski ha scritto: “Coming Together è stata scritto tra novembre e dicembre del 1971 in risposta ad un evento storico. Nel settembre dello stesso anno i detenuti della prigione di stato di Attica, New York, si ribellelarono e presero il controllo di una parte della prigione. Prime tra le loro richieste è stato il riconoscimento del loro diritto “di essere trattati come esseri umani”. Dopo diversi giorni di negoziati infruttuosi, il governatore Nelson Rockefeller ordinato alla polizia di stato di riprendere la prigione con la forza, con la motivazione che la vita delle guardie, che i prigionieri avevano preso in ostaggio, erano in pericolo. Nelle violenze che ne derivarono 43 persone, tra cui alcuni degli ostaggi, furono uccise e molte altrie ferite. Uno dei morti fu Sam Melville, un prigioniero che aveva svolto un ruolo significativo nell’organizzazione della ribellione. “[…]. Tratto da un testo di Frederic Rzewski.