Found footage (Italian Experimental Cinema)

 

Found footage

(sample from Italian Experimental Cinema)

a cura di Piero Pala

18 Aprile @Homevideo

Termine di derivazione surrealista che ha un antecedente nel l’object trouvé con il quale si designano i film realizzati attraverso del materiale preesistente di diversa provenienza, sia in pellicola sia in video, principalmente di fiction ma anche materiali di documentazione varia rielaborati seguendo differenti tecniche e presupposti formali per raggiungere i più disparati obiettivi artistici. Il cineasta si appropria dei lavori audiovisivi altrui modificandone il loro originario statuto e la logica formale giustapponendo i differenti o meno film/documenti recuperati.L’autore avrà cura di scegliere accuratamente i fotogrammi, una sequenza specifica o l’intero materiale filmico per riscrivere e ricreare ex-novo un senso, un inaspettato significato e per fornire una ulteriore chiave di lettura al materiale cinematografico preesistente. Pratica ecologica quindi di prelevamento e recupero, strategia economica e anche strumento dichiaratamente critico se non in alcuni casi politico. 

Piero Pala, Nero magazine N° 3 Gen-Feb 2005

http://www.homevideoinrome.org/

 

Gruppo '70 - Volerà nel '70

GRUPPO ’70                             

(A. BUENO, L. MARCUCCI, E. MICCINI, L. PIGNOTTI)

VOLERA’ NEL 70, 1965, 16mm su DVD, b/n e colore, sonoro, 7’

La “Cinepoesia” e le tecniche del montaggio non-lineari.

Il cinema offre un linguaggio nuovo, la cui grammatica ci è ancora quasi sconosciuta. Alcuni, fra i vari esperimenti di “nuovo cinema”, tendono ad operare verso la ricerca di questa grammatica: in questo ordine di idee e attraverso un nuovo metodo strutturale che chiameremo “non lineare”, con un’operazione che attinge all’esperienza di più arti maggiori e minori (pittura, poesia, teatro, musica, grafica, pubblicitaria, giornalismo), alcuni membri del Gruppo ‘70, hanno portato a termine un lavoro di equipe da loro chiamato cinepoesia, di significato ideologicamente “di opposizione” e ironizzante tutte le forme alienanti dell’attuale società di massa. Partendo dal presupposto che nella nostra civiltà la “linea” è ritenuta fondamentale, cioè tutte le nostre espressioni appaiono ordinate liberamente, ci siamo rivolti una serie di domande: la linea è veramente presente nella realtà? E se è presente potrebbe essere superata? Si potrebbe tentare di descrivere qualcosa senza una continuità di tempo spazio? Potrebbe ciò essere sperimentato nel linguaggio filmico? In risposta a questi quesiti la cinepoesia, autori: A. Bueno, L. Marcucci, E. Piccini, L. Pignotti.

In essa è stata usata una tecnica particolare di montaggio per una struttura non lineare; servendosi di spezzoni di pellicole in bianco e nero a colori, di varia provenienza (cinegiornali, film comici, documentari, film di guerra, film rosa, provini, ecc.) e destinazione (politica, informativa, sociologica, comica, di puro divertimento, ecc.) e operando sulle possibili combinazioni di tali spezzoni, è stato ottenuto un insieme filmico che in ultima analisi risulta una ri-creazione di linguaggio e uno spettacolo che a ragione è stato definito “insolito”.

Infatti noi abbiamo tentato di rendere cinematograficamente certe concomitanze che in realtà esistono collegate ma non linearmente: la vita offre continue associazioni non lineari (chiamandole associazioni di emozioni), che poi il “narratore” associa invece linearmente. Il cinema ha preso in prestito il romanzo, la narrazione ottocentesca in cui gli avvenimenti sono collegati e ordinati dall’autore secondo uno schema o catena lineare. Nella cinepoesia certe scene d’amore e di guerra, il sacro e il profano, il tragico e il comico, il divertente e l’impegnato, i titoli di programmazione e le interviste si susseguono in una struttura del tutto aliena dalla narrazione lineare, tendente a contestare la tradizione filmica e infine ad operare verso la ricerca di una nuova grammatica del linguaggio cinematografico. (Lucia Marcucci)

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SILVIO E VITTORIO LOFFREDO

LE COURT BOUILLON                                      

1964, 8mm su DVD, b/n, muto, 28’

I fratelli Loffredo realizzarono la serie di film collage Le Court Bouillon sin dal 1952 a partire da differenti materiali in pellicola (pubblicità televisiva, film erotici, cartoni animati) acquistati al mercato delle pulci.

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RobinHood Italian Experimental Cinema2

AA.VV

ROBIN HOOD L’INVINCIBILE ARICERE

????, S8 su Mini DV, col, sonoro, 20’

Robin aiuta una coppia di amanti ad unirsi in matrimonio contrastando un perfido barone che trama affinchè ciò non avvenga. Questo lavoro fu realizzato usando la tecnica situazionista del détournement, trasformando un film d’avventura italo/ francese in una citazione cripto marxista della classe lavoratrice.