Decibel versus celluloid

Decibel versus celluloid

Independent Film Show 3rd Edition

organaized by e-m arts/Fondazione Morra

palazzo dello spagnuolo, via vergini, 19, Napoli

dal 9 al 12 ottobre 2003

 
Decibel versus celluloid
curated by Piero Pala

             

 Ken Jacobs” Little Stabs at Happiness”

1958-1963, USA, 16 mm, colore, sonoro, 15 min.




Bruce Conner” Looking for the Mushrooms”

1961-1996, USA, 16 mm, colore

musica di Terry Riley, 15 min.


Rispetto alla prima versione, il film è più lungo di cinque fotogrammi per ogni fotogramma originale, ed è stata sostituita la musica di John Lennon.
Alla ricerca dei funghi magici a San Francisco e in Messico, Conner riprende gesti, fiori selvaggi dai colori lucenti ed immagini religiose, effettua un montaggio nella cinepresa in maniera lirica, realizzando un film riccamente sovra-esposto, che in principio era concepito per essere proiettato in loop, cioè per un numero indeterminato di volte.
Con Looking For The Mushrooms, Conner dipinge un percorso individuale irto e sconvolgente ritornando a filmare e accantonando per un momento sotto generi mass-mediatici, spot pubblicitari televisivi e film di serie B che costituiscono il materiale principale da cui attinge per il suo archivio di found footage.

         


Ira Cohen “The Invasion of Thunderbolt Pagoda”

1968, USA, Vhs, colore

musica di Angus MacLise, 20 min.



Pip Chodorov “Charlemagne 2: Piltzer”

2002, FRA, 16mm, colore

musica di Charlemagne Palestine, 22 min.


Con soli cinque minuti di materiale originario in Super8 e ventidue minuti di registrazione audio, raccolti in occasione di un concerto di Charlemagne Palestine del 1998 a Parigi, Chodorov costruisce una partitura visiva che traduce la musica, nota per nota, in immagini e piani filmici. Il suo è da un lato un omaggio “materiale”, plastico, a questo adepto della ripetizione (musicalmente vicino a La Monte Young) e dall’altro un ripensamento di alcune tendenze estetiche e cineplastiche, come l’astrazione o il cinema strutturale, sulla scorta di una concezione matematica dell’arte – ma, al tempo stesso, artigiana, “manipolatrice”, lavorando minuziosamente la materia immagine per immagine.
Pip Chodorov utilizza l’insieme delle 6945 note registrate durante il concerto e quasi la totalità dei fotogrammi filmati (6923 immagini); egli traduce l’impatto delle note in immagini, il montaggio dove positivo e negativo, nero e bianco, blue/giallo, rosso/verde, policromismo e tachismo, pulsazioni ed emissioni di colori rivisitano tutte le variazioni dell’immagine astratta in movimento, dalle origini ai nostri giorni. (Raphaël Bassan)




Julius Ziz” Etle cochon fut né”(and the pig was born)

2000, USA/FRA 16mm, colore & b/n

musica di Auguste Varkalis, 23 min


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