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Cremaster 3 + De Lama Lamina + Drawing Restraint 9 di Matthew Barney – Macerata 8,9 Maggio 2009

 Matthew Barney @ Macerata 8,9 Maggio 2009

L’opera cinematografica dell’artista americano più acclamato della sua generazione, dopo Venezia, Bolzano, Rovereto, Milano, Torino, Monfalcone, Bologna, Firenze, Roma, con oltre 50.000 spettatori e distribuita in 35mm, in esclusiva per la prima volta a Macerata.

I film CREMASTER 3, DE LAMA LAMINA e DRAWING RESTRAINT 9, proposti sempre come eventi esclusivi, saranno programmati al Cinema Teatro Italia di Macerata, nei seguenti giorni:

Cinema Teatro Italia, Via Gramsci, 25, Macerata

Venerdì 8 Maggio 2009
16.15 – DRAWING RESTRAINT 9
18.45 – DE LAMA LAMINA
21.00 – CREMASTER 3

Sabato 9 Maggio
16.15 – DE LAMA LAMINA
17.30 – CREMASTER 3
21.00 – DRAWING RESTRAINT 9

CREMASTER 3 (USA, 2002, 35mm, 182min.)
Con Matthew Barney, Richard Serra, Aimee Mullins, Agnostic Front, Murphy’s Law
musica composta da Jonathan Bepler
cremaster

CREMASTER 3, è ambientato a New York City e narra la costruzione del Chrysler Building, il quale è in se stesso un elemento– ospitante, al cui interno agiscono forze antagonistiche per accedere al processo di (spirituale) trascendenza. Queste situazioni trovano forma nella lotta tra Hiram Abiff o l’architetto (interpretato da Richard Serra), e l’Apprendista Massone (interpretato da Barney), che stanno entrambi lavorando nell’edificio.
Essi riattuano il mito Massonico di Hiram, colui che progettò il Tempio Salomone, e che possedeva la conoscenza dei misteri dell’universo. L’assassinio e la resurrezione di Abiff sono riattuate durante i riti di iniziazione Massonica nel culmine di un processo in tre parti attraverso il quale un candidato passa dal primo livello di Apprendista Massone al terzo di Maestro Massone.

DE LAMA LAMINA (USA/BRA, 2004, 35mm, 56min.)
con Arto Lindsay.
De lama lamina

Ogun, master fo the world,
support of the newborn child
Ogun is virile Ogun,
master of the yam I cuts Ogun,
with coronet of blood

Burns the forest, burns the bush
Leaves the forest screaming
In the sound of flames

Hoe is the child Ogun
Gun is the child of Ogun

PRAISE CHANT
FOR THE AFRICAN/ATLANTIC
DEITY OGUN

DE LAMA LAMINA, è stato girato durante le celebrazioni del Carnevale di Salvador de Bahia ed esplora le viscere della mitologia afrobrasiliana. Focalizzato su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza tra un corteo in balìa di personaggi emblematici, il lavoro, che fa perno sulle divinità della religione politeistica Candomble, pone l’accento sulla deforestazione sotto forma di allegoria. Sull’albero sradicato in cima al carro si arrampica una donna: è un omaggio alla eco attivista Julia Butterfly Hill, che ha vissuto per due anni sulle sequoie californiane che gli americani chiamano “Redwood”, per preservarle, ed allo stesso tempo simbolo di Ossaim, signore della foresta e protettore delle piante.

Ai piedi del tronco, un uomo infangato, ricoperto di bulbi e radici, giace tra le ruote masturbandosi contro l’albero motore del carro e lubrificandolo: è la personificazione di Ogun, dio della guerra, che con una lama di ferro si fece strada tra gli alberi della foresta per raggiungere la civiltà… (Irina Zucca Alessandrelli)

DRAWING RESTRAINT 9 (USA/JAP, 2005, 35mm, 135min.)
con Björk e Matthew Barney, musica composta da Björk
drawing restraint

Al largo della baia di Nagasaki, sulla baleniera giapponese Nisshin Maru – unica nave/fabbrica attualmente operante al mondo –, si celebra un matrimonio di tradizione scintoista tra l’artista statunitense e la musicista/attrice islandese. Una immensa scultura in vaselina liquida, nelle sue trasformazioni, funge da raccordo con la vicenda dei due protagonisti. Una teatralità onnipresente, i nuclei tematici elaborati nelle differenti sequenze, la sofisticata scenografia, l’assenza dei dialoghi, la musica composta ed eseguita da Björk conferiscono al film lo statuto di opera totale. Una pellicola senza dialogo, visionaria, un mondo rarefatto in cui fotografia e musica disegnano immagini ispirate alla cultura giapponese. Due protagonisti e quattro tappe rituali: il trasporto, il lavaggio-vestizione, il tè, la mutilazione. Il mutare di una forma in cerca di una definizione, un’enorme enigmatica scultura di vaselina su una baleniera giapponese, un lavoro sulla destrutturazione e ricostruzione di un corpo.

Cinema Teatro Italia
Via Gramsci, 25, Macerata
Ingresso 7,00 €
Ridotto 5,00 €
Prenotazione consigliata
INFO:
web: www.complusevents.com – info@complusevents.com
Tel: 333 735 89 83 

L’opera cinematografica di Matthew Barney è distribuita da Complus Events www.complusevents.com

 

Pierre Hébert – 2 multimedia performances @ INIT – Roma

Pierre Hébert

2 multimedia performances

Martedì 29 Settembre 2009 – h. 21:30 Con il patrocinio e il contributo della Delegazione del Québec a Roma Conseil des arts et des lettres Québec

INIT

 via della Stazione Tuscolana 133

ingresso 10 Euro

 


flier_pierre

“Only the Hand” music by Stefan Smulovitz

“Ho posto l’attenzione sulla frase “solo la mano che cancella può scrivere la verità”. Questa frase ha attirato la mia attenzione perchè contiene in sè una forma di paradosso e si focalizza sul gesto del cancellare, elemento costante delle mie performances di animazione degli ultimi anni. Ho realizzato questa performance per la prima volta in inglese, poi diverse volte in francese, in seguito ho pensato di sforzarmi di trovare le occasioni per utilizzare più lingue possibili. La ripetizione e la moltiplicazione dei linguaggi però non è esaustiva: è una condizione necessaria che le performances siano realizzate nella lingua e nei luoghi dove il pubblico vive.” Pierre Hebert

“Animation Exercises” music by Bob Ostertag

“Questo progetto è iniziato come un esperimento di animazione non lineare che ho sviluppato lontano dagli occhi del pubblico, nell’intimità del mio studio. L’obiettivo era di esplorare come un segmento molto corto di un’animazione in evoluzione (16 fotogrammi) si poteva relazionare con la ripetizione e il semplice procedimento video digitale (cambiando la direzione del flusso, cambiando velocità, mescolando l’ordine delle immagini). L’animazione è fatta a mano su una lavagna bianca e con una penna a feltro cancellabile a secco, ogni disegno è registrato in un piccolo buffer cosi che,  dopo il 16° disegno, ogni disegno nuovo annulla l’immagine più vecchia in loop.” Pierre Hebert